| VEDI ALLEGATO Cinquant’anni di vacanze sulle spiagge della Riviera
In occasione del primo mezzo secolo del Fantini Club, si è analizzata l’evoluzione delle nostre spiagge dagli anni ’50 ad oggi
Giornalisti, autorità e addetti ai lavori si sono dati appuntamento questa mattina sulla spiaggia del Fantini Club, per la tavola rotonda Cinquant’anni di vacanze sulle spiagge della Riviera: 1959-2009, organizzata in collaborazione con I Viaggi del Sole, mensile di viaggi e lifestyle de Il Sole 24 Ore.
Un’attenta analisi delle nuove frontiere del turismo sulle nostre spiagge, attraverso la visione dei cambiamenti avvenuti nel tempo, nelle esigenze dei clienti e nei servizi offerti.
Fra gli ospiti intervenuti, Roberto Piccinelli, noto esperto del divertimento in Italia, Xavier Jacobelli, direttore di Quotidiano.net, Pierluigi Vercesi, direttore de I Viaggi del Sole, Andrea Babbi, ad di Apt Servizi Emilia-Romagna, Andrea Corsini, Presidente dell’Unione di Prodotto Costa Emilia-Romagna, Nevio Salimbeni, Assessore al turismo del Comune di Cervia, il “Condor” Massimo Agostini, ex calciatore del Milan, e Claudio Fantini, patron del Fantini Club.
“Ormai – spiega Roberto Piccinelli - negli stabilimenti balneari si fa di tutto, salvo che prendere il sole e fare il bagno... Ma per comprendere appieno la storia delle spiagge polifunzionali, viste come meta del divertimento a tutto tondo, bisogna partire dalla notte dei tempi. Soprattutto nella Riviera Romagnola che, fin dall’epoca fascista, ebbe un’unica parola d’ordine, -Credere, Obbedire, Ballare!-. Perché se è vero che fin dal 1919, a Rimini, si ballava in alberghi quali Grand Hotel, Kursaal e Regina, è altrettanto vero che nel 1933, data di inaugurazione dei Bagni Nettuno, si iniziò a ballare in una vera e propria rotonda sul mare. Molti anni prima, quindi, che Fred Bongusto portasse al successo la sua canzone. Ma siamo già negli Anni ‘60, quando inizia ad essere importante non tanto l’andare al mare quanto la scelta del bagno giusto. Perché chi è en vogue deve palesarsi come tale fin dal mattino. Avvicinandosi ai giorni nostri, l’importanza degli stabilimenti balneari diventa tale che alcune località o porzioni di territorio affidano il rilancio turistico-popolar-modaiolo proprio ad una concentrazione di strutture sempre più poliedriche...”
Il Fantini Club è davvero un significativo esempio dell’intraprendente, fantasiosa – ma professionale ed efficiente - ospitalità ‘alla romagnola’. L’intera Riviera Romagnola, che appunto cinquant’anni fa stava esplodendo come il vero ‘mare d’Europa’, in tempi recenti ha dimostrato di avere davvero sette vite, di sapersi sempre reinventare e guardare avanti, pur in tempi di crisi come quelli attuali
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